ASPI INVERNALI: Alessandro Villani

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Filed Under (Report) by Village on 03-01-2010

OSP Asura

Durante il periodo invernale, quando nella maggior parte degli spot, i bass sono completamente ‘inchiodati’, effettuo come alternativa, qualche uscita dedicata ad altri pesci, tra cui l’aspio, l’ennesimo predatore venuto dall’Est, che sono ormai diversi anni che nuota nelle nostre acque.

Per insidiare questo predatore, prediligo le acque di fiumi o canali con una discreta corrente; in particolare i punti migliori sono gli sbarramenti d’acqua, dove si creano turbolenze e giri d’acqua, dove sembra che l’aspio sia sempre in attività, anche nei periodi più freddi.

Si tratta a mio avviso di un pesce molto sportivo, se affrontato con attrezzatura ultra light. Certo non ha una difesa poderosa, anzi, ma l’attacco sull’artificiale e relativa ‘botta in canna’ è veramente violenta e ti carica di adrenalina!

Per questo tipo di pesca utilizzo una canna da spinning, Deps Edge Master, montata con un mulinello taglia 2500 e Yamatoio Addict Fluoro da 6 lb. La Edge master è una canna da spinning molto versatile che oltre alla pesca con gomma e micro jig utilizzo spessissimo con piccole esche dure, tra cui jerk e crank di piccole dimensioni.
Il filo con diametro così ridotto mi serve per ’sparare’ più lontano possibile le esche che non sono molto pesanti e per farle arrivare nei giri di corrente ‘giusti’.
Quelle che utilizzo prevalentemente sono jerkbait di piccole/medie dimensioni, Osp Asura su tutti, piccoli crank (Osp Buzzn’Crank) ed il ‘vecchio’ ma sempre valido ondulante Ardito da 8 e 12 grammi.

OSP Asura

Le colorazioni degli artificiali variano a seconda della torbidezza dell’acqua. Per i jerk i colori che più hanno reso in acque abbastanza limpide sono stati colori naturali quali White Shiner e Ginrin, mentre in giornate soleggiate un ottimo colore si è rivelato il Crystal Blue Shiner, credo grazie al ‘flashing’ generato dalla sua particolare livrea.

Oltre al libbraggio basso del filo, anche il sistema di pesi interno dell’Asura aumenta considerevolmente la gittata di lancio, consentendo di raggiungere quei punti dove con normali jerkbait non riuscirei ad arrivare.

Una cosa molto frequente che accade pescando questo predatore è che in certe circostanze, si ricevono molti attacchi al proprio artificiale, delle ’smusate’ senza conseguente allamature. Ciò è davvero frequente quando si utilizzano gli ondulanti, mentre quando pesco con l’Asura la percentuale diminuisce drasticamente, grazie alle 3 ancorette affilatissime di cui è dotato questo jerk e quasi ogni attacco all’esca si tramuta in uno strike.

L’azione di pesca è semplicissima: cerco di lanciare nei giri di corrente dove ritengo sia più probabile stazionino gli aspi ed i recuperi sono regolari (con i jerk non occorre dunque effettuare pause, è sufficiente un recupero continuo) ed anche piuttosto veloci, diciamo che facciamo lavorare le esche nel primo metro, metro e mezzo d’acqua dalla superficie.

deka_aspio

Ci sono giornate molto avare in quanto a catture…altre giornate invece possono regalarci delle grandi pescate sia come quantità che come qualità, dato che è un pesce che arriva tranquillamente a 5-6 kg. e catture di questa mole non sono rarissime.

Non vi resta che provare!

Alessandro Villani

COLD BASS: Alessandro Villani

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Filed Under (Report) by Village on 07-12-2009

Sabato 5 Dicembre 2009, sono circa un paio di settimane che non pesco e la voglia di bass è tanta…decido pertanto di sfidare le condizioni avverse, in particolare la temperatura rigida ed ‘azzardo’ un’uscita in belly boat.
Arrivo sul luogo di pesca al mattino, non prestissimo; l’acqua dello spot è molto chiara.
E’ tutta la notte che il cielo rimane coperto, e forse è grazie a ciò che permette alla temperatura di essere 4-5° superiore alla normale temperatura del periodo. La copertura nuvolosa rimane fino a metà mattinata, poi inizia a schiarirsi il cielo e spunta inaspettatamente il sole che inizia a rendere più gradevole la temperatura esterna.

catch & release

Scarto fin dall’inizio una pesca nel sotto riva perchè sono convinto che i pesci si siano spostati e stazionino su fondali abbastanza marcati.
Inizo dunque con una pesca di ricerca che mi permette di lavorare in profondità, ossia con lipless crank, Jackall TN60, effettuando lanci lunghi in open water e recuperi lenti con pause, ed improvvisi saliscendi per farla vibrare ed emettere suoni (grazie al rattling di cui è dotato quest’esca).

La prima ora di pesca passa senza registrare alcun attacco; quando viene fuori il sole scorgo alcuni salti a galla, a circa 30/40 metri da riva; sono dei pesci foraggio che saltano.

Mi sposto anche io in prossimità di questa attività superficiale, dove stazionano questi strati di pesce foraggio sospeso, costituiti per lo più da persici reali, cercando di ‘bucare’ velocemente lo strato di foraggio con un drop shop ben piombato, 8 grammi per arrivare subito sul fondo e come esca un Jackall I-Shad 3,8″, color Solid Chart. Ho optato per questo colore visto che sto pescando su un fondale lineare di 7 metri e, anche se l’acqua è chiara, a questa profondità la visibilità risulta molto limitata.

Subito al primo lancio, non appena la montatura tocca il fondo, due strattoni violenti quasi mi strappano la canna dalle mani! Aggancio un bel pesce ma dopo pochissimi secondi si slama, peccato, sembrava di buona taglia!
Le altre catture non tardano ad arrivare, in serie e con una frequenza inaspettata, sia di bass che di reali; purtroppo la taglia media è molto bassa, circa 3-4 etti ed un paio di pesci che arrivano a 7-8 etti.

Visto che i pesci paiono in ottima attività, provo a selezionare un poco la taglia. Sulla Hazard Master carico un’altra imitazione molto realistica di foraggio, l’Flt Goo Goo Bream, swim bait di gomma di piccole/medie dimensioni ad affondamento lento che faccio lavorare sempre su un fondale di 7 metri. E’ incredibile quanto sia realistico il movimento di questa soft swim bait, grazie al movimento lento della coda appare proprio come un pesce in difficoltà, senza difese quindi una preda ‘facile’ e molto appetibile.
Utilizzo un fluorocarbon Yamatoio Addict Fluoro da 14 libbre, che non essendo di diametro esagerato mi permette un miglior affondamento e allo stesso tempo, grazie alla elasticità ridottissima, mi trasmette ogni minima vibrazione e ‘assaggio’ del bass.

Flt Goo Goo Bream

Anche qui, pesco molto ‘fuori’; lancio più lungo che posso e faccio scendere l’esca finchè non tocca il fondo, solo dopo questo passaggio inizio a recuperarla lentamente tenendo sempre stretto contatto con il fondale perchè è qui che ‘aspettano’ i bass più belli.

Vengo premiato dopo pochi minuti con una splendida cattura, un bel bass ha aggredito la swim bait quasi in caduta, comunque dopo pochi secondi che l’esca è arrivata sui 7 metri di profondità. Per il periodo che è, sono stupito della forza con cui si difende questo esemplare, ho la Hazard che in un paio di frangenti è veramente al limite!!!

Sono seguite poi altre catture, ma di taglia modesta; in ogni caso per il periodo non mi posso certo lamentare…

Alessandro Villani

DOWN DEEP: Alessandro Villani

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Filed Under (Report) by Village on 22-11-2009

Domenica 15 Novembre, forse siamo agli sgoccioli della stagione in belly-boat sia per motivi ‘tecnici’ (ovvero la bassa temperatura dell’elemento liquido che si fa ’sentire’ nonostante un abbigliamento tecnico adeguato) che per la ridotta attività dei bass, che iniziano ad essere ‘intontiti’ dal freddo… ma voglio provare comunque e decido per un’uscita di mezza giornata con l’amico Massimiliano Braga.

Ci ‘immergiamo’ in una cava con una discreta profondità, caratterizzata dalla presenza di diverse ‘flat’ sommerse, che si assestano per un’area abbastanza vasta attorno ai 4/5 metri di profondità per poi sprofondare a quasi 10 metri oppure risalire in modo brusco nei pressi di certe rive. E’ dunque in questa fascia d’acqua che andremo a concentrare la nostra azione di pesca.

deps bear craw

Come tecnica di pesca, abbandono per questa volta la ‘fedele’ Super Border FE, dato che non pescherò nei pressi della riva, nelle cover presenti (alberi sommersi) quindi un attrezzo dedicato all’estirpo non mi serve in quanto ho deciso di pescare solo ‘fuori’ in profondità, in open water, privilegiando quelle flats, dove il massimo delle strutture presenti sono dei sassi di piccole/medie dimensioni; opto pertanto per una canna di media potenza e molto versatile quale la Hazard Master abbinata con un fluorocarbon 16 lb.

Dapprima, per sondare l’attività dei pesci, inizio una pesca di ricerca con deep crank, tra cui Deps DC-400 e altri crank americani per andare ancora più giù, quali Bomber Fat Free Shad e Norman DD22, ma non c’è nulla da fare, nessun segno di vita; evidentemente i bass sono proprio inchiodati ed una presentazione sempre in profondità, ma più lenta, è necessaria.

‘Rispolveriamo’ così una tecnica che negli ultimi anni ho praticato con il contagocce, il drop shot; non avendo però dietro una canna specifica faccio un adattamento ed utilizzo la Hazard Master per un drop shot pesantino: fluoro 16 lb, piombo da 8 grammi e come esca un Death Adder 4″, col. #16 Chartreuse perchè l’acqua non è limpidissima, con fondale scuro e preferisco un bel contrasto.

Tengo una distanza tra amo e piombo di circa 20 cm; l’azione di pesca è semplice: effettuo lanci lunghissimi (sempre pescando molto distante da riva) nelle zone d’acqua che come detto arrivano al massimo a 5 metri di profondità, lasciando affondare completamente la montatura e recuperandola molto lentamente con piccoli colpi di canna alternati a pause di diversi secondi; riesco ad avvertire molto nitidamente ogni asperità del fondale, in particolare alcune rocce, effettuando una pausa prolungata specialmente in questi frangenti.

Anche Max, sta pescando in questa maniera ed è proprio lui che inizia con le prime catture, tra cui spicca un ottimo esemplare di 1,4 kg., non male per essere metà Novembre!
Ha utilizzato come esca un Deps Bear Craw, col. Blu elettrico e piombature anche per lui di 8 grammi.

1.630 kg on on death adder 4"

Mi sblocco anche io, catturando subito quello che sarà alla fine il big bass di giornata (kg. 1,630), le mangiate sono molto delicate ma grazie alla sensibilità della canna che è amplificata dalla ridotta elasticità del fluorocarbon, ogni ‘assaggio’ di Mr. Bass è stato uno strike!

La giornata è proseguita con qualche altra cattura di esemplari di modeste dimensioni ed anche alcuni persici reali, tutti catturati sui 5 metri d’acqua ed a notevole distanza da riva.

Un saluto e al prossimo report.

Alessandro Villani

NOVEMBER BASS!: Alessandro Villani

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Filed Under (Report) by Village on 09-11-2009

In questi giorni di Novembre, sto pescando molto a deep crank con discreti risultati (in termini di taglia massima) ma soprattutto a jig aventi come trailer della cotenna, che mi hanno permesso di catturare i bass più belli.
Più precisamente ho impiegato il Deps Pork Flickerleg col. #30 Green Pumpkin su jig Deps Flat Back da 3/4 oz., col. #30 Green Pumpkin. Il combo utilizzato è ancora una volta la Super Border F.E. montata con fluorocarbon Yamatoio Super Fluoro da 20 lb.

Nel periodo tardo autunnale tendenzialmente i bass tendono a ’sprofondare’ su fondali abbastanza marcati e ad allontanarsi dal sotto sponda o da strati intermedi: quest’ultima situazione tipica del passaggio tra estate ed autunno, in cui più difficoltosa è la localizzazione in quanto appunto i bass di solito stanno sospesi, in fasce diverse d’acqua anche nell’arco della stessa giornata.

big bass_1

Ho pescato prevalentemente a ridosso di rive che ‘vanno giù’ molto repentinamente, con presenza di alberi semi-sommersi anche fitti, facendo lavorare l’esca sia dentro la cover che fuori da questa, arrivando a portare il jig fino ad una profondità di circa 5 metri.

Dicevo cotenna, un trailer che è validissimo, peraltro non solo nei periodi più freddi, ma anche durante tutto l’anno, specialmente se siamo in presenza di spot soggetti ad una forte pressione di pesca o pesci ‘difficili’.
La caratteristica peculiare di questo trailer ‘organico’ è sicuramente la sua estrema naturalezza (superiore alle esche siliconiche), espressa sia nel movimento con la sua grande sinuosità ed anche al ‘gusto’ del bass risulta molto più naturale; ho difatti riscontrato delle abboccate veramente decise, quasi ’strappacanna’ che per essere a Novembre non ricordo così frequenti, anzi.

1.8 kg on Flickerleg

Ho optato per il Flickerleg perchè volevo un’esca che generasse vibrazioni piuttosto accentuate, sia per rallentare la velocità di caduta ma anche in considerazione del fatto che l’acqua era leggermente velata, situazione in cui in linea di massima, preferisco esche maggiormente ‘vibranti’.

Quindi, un’esca con un altissimo potere attrattivo e che può risultare determinante con pesci di buona taglia, non solo con temperature rigide e tra i vari vantaggi, c’è anche quello di poterlo utilizzare più e più volte, anche dopo molte catture, essendo il materiale con cui è costituito davvero resistente. Consiglio solo di effettuare un piccolo foro con una punta da trapano per il suo innesco, perchè il materiale è molto duro e per consentirci di estrarlo agevolmente, una volta finita la sessione di pesca.

E ora, tutti a far nuotare le Vs. cotenne!!!

Un saluto.

Alessandro Villani

SARDINIAN BIG BASS!: Alessandro Villani

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Filed Under (Report) by Village on 26-10-2009

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Sabato 17 Ottobre 2009: ci siamo. Anche quest’anno si parte per una settimana di pesca in uno dei più bei laghi della Sardegna.
Parto in compagnia degli amici Massimiliano e Federico Braga, imbarchiamo nel tardo pomeriggio e il mattino seguente saremo già a destinazione per iniziare a pescare da metà mattinata in poi.

Siamo ‘carichi’, nonostante le condizioni sembrino essere piuttosto dure, secondo quanto ci riferiscono alcuni amici che ci sono stati qualche giorno prima ma sono ottimista perchè il periodo è buono e lo spot ha tutte le carte in regola per fare delle ottime ‘pesate’.

La prima cosa che si nota, arrivati sul lago, è il livello dell’acqua, molto basso rispetto al livello normale; mancano almeno 5 metri d’acqua e specialmente in alcune zone, sono ben visibili e completamente all’asciutto tutta una serie di strutture normalmente sommerse, quali alberi, cespugli, muretti in pietra, massi, secche etc.

cover

Inoltre l’acqua è nettamente più velata rispetto ad inizio stagione (quando andai ad Aprile per una breve pescata era limpidissima) e con presenza anche fitta in certe zone di una fastidiosa alga verde superficiale.

Il primo giorno entriamo in pesca in tarda mattinata, siamo un pò spaesati perchè ci sono intere foreste di alberi sommersi e semisommersi dappertutto; non conoscendo bene il posto dobbiamo capire dove stazionano i bass anche se non è facile data la presenza fitta e massiccia di strutture, alberi in primis, che si trovano tra l’altro in ogni strato d’acqua,
non solo nel sotto riva. Inizio subito a ’sondare’ la disponibilità dei bass con un’esca molto versatile quale il jig, effettuando una pesca ‘classica’: lancio dentro e attorno gli alberi e via a scendere verso il fondo, con strappetti, una pesca lenta insomma.

cimg3030 dolive craw

Dopo poco io e Massimiliano catturiamo i primi bass, taglia media molto interessante, tutti dal 1,3 kg al 1,5 kg.
Proseguo lungo la mia riva ed in 500 metri (praticamente tutta la lunghezza di un’ansa) catturo altri due bei bass; la particolarità è che entrambi hanno mangiato praticamente all’impatto del jig in acqua.

cimg2882 Federico Braga

Arrivo sulla ‘punta’ di un’ansa che si protende a centro lago, è una zona di acqua bassa con numerosi cespugli ed alberelli affioranti: lancio dentro uno di questi, all’impatto in acqua vedo i rami muoversi e la mangiata è fulminea, un altro bel bass sul kilo e mezzo!
Nel frattempo mi raggiunge Massimiliano e battiamo l’intera zona con una serie di lanci veloci sulle punte di questi cespugli, ’shakerando’ e facendo sbattere il jig, nel giro di pochi minuti abbiamo 5-6 attacchi in circa 30 metri di riva.
Uno di questi è un bass molto grosso, purtroppo dopo la ferrata si rigira in mezzo ai rami di un albero, lo forzo con la Super Border FE, viene a galla ma il fluoro da 20 lb sotto sforzo massimo cede sfregando su uno dei rami e lo perdo.

Come primo giorno non è andata male, catturiamo circa 6-7 bass a testa di buona taglia ma soprattutto quello che è importante, capiamo dove stazionano i bass e la tecnica che pare essere più efficace.

big bass on swimming jig

Nei giorni seguenti, cambiamo zone di pesca ed è un crescendo di catture, sia come quantità che soprattutto come taglia media, arrivando in un paio di giorni, ad una taglia media impressionante di oltre 1,8 kg con punte ben più elevate. La bilancia segna costantemente pesci oltre le 4 lb. come media. Incredibile.

big bass in cover

Quasi tutti i giorni, al mattino presto e dal tardo pomeriggio verso sera, il vento è pressochè assente ed il lago liscio: abbiamo sfruttato questi momenti per una pesca di ricerca con esche topwater come Basirisky dove le cover sono più fitte mentre dove la vegetazione è più rada registro diversi attacchi su esche con ancorette, in particolare su Osp Daibuzzn ma anche su light swim-bait come Flt Baroque e wtd di grosse dimensioni come il Radspringer.

Osp Daibuzzn Flt Baroque

In ogni caso, la tecnica che l’ha fatta veramente da padrone è senza dubbio uno swimming jig in cover; sono usciti tanti pesci, alcuni dei quali molto grossi, tra cui uno splendido 2,9 kg., catturato in ‘open water’ dopo essere stato smosso da un alberino.

super big bass

Abbiamo utilizzato il jig come esca di ricerca, che a differenza di esche con ancorette (che spesso venivano attaccate molto delicatamente, senza conseguente allamatura o addirittura venivano ’scacciate’ nel caso del Basirisky) è stato sempre attaccato con veemenza, senza indugi. Inoltre il grosso vantaggio del jig è stato quello di poterlo far lavorare dentro ed
in verticale alle strutture presenti nello spot (alberi sommersi), con frequenza di incaglio molto ridotta.

twin tail

I punti migliori si sono rivelati gli alberini semiaffioranti e isolati più distanti da riva, in questi spot era praticamente certa la presenza del centrarchide. Se l’attacco dell’esca non veniva al primo lancio, si poteva insistere con altri lanci laterali; ho avuto attacchi anche su lanci effettuati a brevissima distanza dalla cover con relativo ‘estirpo’ in verticale.

Federico Braga Massimiliano Braga

Ho utilizzato come attrezzatura una Super Border FE, ‘armata’ con fluorocarbon Yamatoio Super Fluoro da 20 lb. e come jig Deps FlatBack nelle grammature da 3/8, 1/2 e 3/4 oz., che sceglievo a seconda dell’intensità del vento. Con vento forte, specialmente nel pomeriggio, era praticamente necessario abbondare con la grammatura per un maggior controllo dell’esca, sia per la fase di lancio che per la sensibilità in pesca.

ancora big bass

I trailer maggiormente ‘graditi’ sono state esche compatte dotate di appendici, più o meno vibranti, in particolare Deps Shudderbait, Deps Twin Tail, Osp Dolive Craw, Zoom Super Speed Craw e Brush Hog, in colorazioni preferibilmente scure, nero e junebug su tutti.

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Ringrazio Massimiliano e Federico per l’ottima compagnia.
E un arrivederci a quella magnifica terra che è la Sardegna, ci vediamo il prossimo anno.

arrivederci

Alessandro Villani