Cheppie day 1

03 Jun 2020
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Quest'anno sono tornato a cheppie, cercando di beccare il momento giusto e di trovarmi in compagnia per non ripetere gli errori dell'anno precedente (maledetti esami universitari). I miei compagni di avventura sono stati Davide ed il suo amico Christian (uno spasso pure lui).

La giornata è iniziata in modo deludente: siamo risaliti troppo sul fiume e con l'acqua bassa mancavano le buche su cui provare a cercare le cheppie. Abbiamo provato a spostarci camminando, ma tra sole, waders in neoprene e giungla di piantine non è stata una passeggiata. Non è passato molto tempo prima che decidessimo di tornare alla macchina e spostarci qualche km più a valle.

Arrivati nel secondo spot la seconda sorpresa. Fin che in parcheggio bevevamo una berretta portata da Christian, ovviamente rimanendo a distanza, arriva una macchina a me familiare con a bordo un vecchio amico. Ecco che ci raggiunge Marco, un compagno della pesca in mare che riesce spesso a farmi sfigurare che ha anche dalla sua parte una considerevole dosa di fortuna.

Riuniti tutti e 4, sempre rimanendo a debita distanza ovviamente, abbiamo intrapreso la strada per raggiungere il secondo spot. Le cheppie dovevano esserci per il semplice fatto che c'erano molti pescatori. Noi ci siamo diretti più a valle dei gruppi di moschisti e alla seconda buca, con corrente importante, Davide ha preso il primo pesce (purtroppo ci manca la foto, ma l'apertura delle danze spetta a lui). Pochi lanci dopo è toccato anche a me. Dopo di che ci siamo divisi: io e Marco a ridere e scherzare, aspettando di poter tornare al mare a fare quello che ci riesce meglio, mentre Davide e Christian a provare altre buche. Ad un certo punto siamo tornati a pescare nella buca iniziale vedendo Davide in lontananza che prendeva e perdeva altri pesci.

Io a differenza degli altri pescavo con una canna da ultralight che non aveva alcuna paura a contrastare le cheppie, anche se in piena corrente e con una dose di energia ammirevole, ma che per ovvi motivi non poteva lanciare ondulanti sopra i 10g. Mi sono quindi dedicato a pescarle col metal jig, in particolare il gallop baby di casa Jackson. Un'esca che mi ha dato ottimi risultati lanciando prima del canalone in cui erano disperse le varie cheppie in modo da riuscire a farlo lavorare anche dove la corrente tirava di più e l'ondulante non lavorava. Lasciato andare quasi sul fondo e recuperato seguendo la corrente mi ha dato soddisfazione, anche se ammetto che nelle zone in cui c'era meno corrente l'ondulante funzionava meglio.

A conti fatti comunque anche questa volta (come con gli sciarrani del resto)  Marco ha avuto più fortuna... e astuzia, lanciando dove IO le sbagliavo per andare su botta quasi sicura.

Scherzi a parte, ne ha prese parecchie ed è stato bello così. Io ero avvantaggio quando le cheppie si spostavano dove la corrente era più forte, e lui nella zona più calma. Comunque sono pesci davvero divertenti, che devono però essere maneggiati con cura perché sono molto fragili.. quindi se volete fare una foto ben venga, ma mantenetele in acqua il più possibile e in mano per la foto al massimo qualche secondo.

Molto, ma molto utile è stato il guadino gommato della Golden Mean che si attacca tranquillamente ai waders con il moschettone e con lo sgancio rapido permette di utilizzarlo in velocità senza perderlo in acqua (insomma è a prova di Marco). Cosa fondamentale: ci ha permesso di divertirci, camminare ecc senza problemi e senza rischiare di stressare troppo le canne col pesce vicino ai piedi.

Sto ancora ridendo nel ripensare alla giornata, alle cadute in acqua, alle slamate, agli incagli ed addobbamenti degli alberi... Una compagnia super e probabilmente una delle più divertenti uscite di pesca fatte ultimamente.

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