La mia idea di Light

05 May 2020
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Inizia la bella stagione ed ormai si può può tornare a pescare fuori dal proprio comune. Dopo tutto questo tempo recluso penso che la prima destinazione di pesca sarà il mare. Non ho ancora deciso dove di preciso, ma penso che una giornata a Light sia dovuta.

La voglia di pescare in mare con queste attrezzature mi fa pensare alla bellezza di questo genere di pesca. Si tratta di una tecnica che per me è libera da vincoli e permette di ritrovare una certa libertà nella pesca. A dire il vero in Giappone è una pesca ben definita con delle restrizioni. In Giappone ci sono infatti varie categorie di pesca a Light in mare tra cui le più famose ajing e light rockfishing per il mebaru in primis. Canne abbastanza codificate, che sono state studiate appositamente per loro. Niente regole per noi però, non per la pesca al ghiozzo o ai sugarelli delle nostre acque. Infatti non sarà strano trovare pescatori appassionati del Light in mare che utilizzano canne nate per l'ajing per pescare con la testina round o a drop shot direttamente sotto i piedi in cerca di uno scorfano o di una bavosa, o canne molto più lunghe, magari anche con vettino tubolare, con jig head apposite per l'ajing e darterini cercando di coprire più distanza possibile per  trovare i sugarelli.

Non direi però assolutamente che abbiamo male interpretato la pratica nipponica, quanto, piuttosto, che l'abbiamo adeguata alle nostre esigenze invece di copiare qualcosa senza metterci del nostro. E questa cosa, a parte filosofiche discussioni che può si possono creare tra i vari cultori, è per me la vera essenza della nostra concezione del light.

Una pesca piena di libertà, che è volta alla ricerca delle più svariate specie ittiche, mantenendo come punto fermo la grande leggerezza dell'attrezzatura. Si, forse la cosa che più vincola secondo la mia concezione è l'utilizzo di vere e proprie canne da light, quindi non canne da trote o da ultra-finesse, ma canne da spinning, in qualche raro caso da casting, con caratteristiche non ritrovabili nelle altre tecniche. Possono poi essere diverse tra loro ovviamente, possono essere corte con 3-4 piedi fino a raggiungere lunghezze di 8-9 piedi. Possono essere full-solid, solid-tip, tubular. A loro volta possono essere più o meno fast, i crimini solid possono essere più o meno stiff. Insomma, ogni canna da light poi ha le sue peculiarità. E noi Italiani siamo stati in grado di adattarle al meglio per i nostri territori e scopi. Creando, copiando, provando qualsiasi tipo di montatura pur di raggiungere il pesce che vogliamo prendere. Si può prendere un po' dal bass fishing, dal surf casting, dalla trota laghetto, qualcosa relativo alla pesca in passata e chi più ne ha più ne metta, portando ad una fusione e sperimentazione continua per prendere le diversissime prede, spesso trovandosi a cambiare radicalmente approccio con l'armamentario che si ha a disposizione.

Insomma, pur mantenendo un vincolo di una canna che sia nata per il light, magari anche modificata secondo le diverse esigenze, il light è libertà: di improvvisazione, di rompere gli schemi dello spinning canonico, di cambiare target di pesca anche al momento, di ricercare in modi diversi lo stesso pesce, di muovere l'esca tra ostacoli, rocce, vegetazione, sabbia, cime, catene e spesso tutto assieme senza muoversi di un passo.

Mi pare abbastanza trasparente la voglia che ho di tornare in mare...

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P.S. ringrazio gli amici con cui ho condiviso questa passione fino ad ora e con cui sono sicuro condividerò ancora molto e soprattutto da cui imparerò ancora molto. 

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