By Alex Biasia on January 19, 2026
Category: Fishing Style

Mangianze invernali nell'alto Adriatico

È risaputo che il tonno non è tra i bersagli più semplici da insidiare a spinning, ma è senza dubbio uno dei più adrenalinici. In molte parti del mondo si tenta di catturarlo anche da riva; tuttavia, sia altrove sia qui nel nostro Mediterraneo, le metodologie più efficaci e accessibili prevedono l'uso di una barca o di un gommone.

Miglia e miglia di navigazione alla ricerca di una mangianza: quel momento di frenesia alimentare in cui i tonni portano in superficie le sardine, o il banco di pesce di cui si stanno nutrendo, schiacciandolo contro il pelo dell'acqua per poi fiondarsi a mangiare quanto più possibile. È una tipologia di pesca che ho scoperto lo scorso anno e che, una volta provata, mi ha letteralmente stregato, al punto da spingermi a cambiare imbarcazione, scegliendone una più adatta a questo tipo di ricerca. 

Attendevo con ansia l'arrivo dell'inverno per iniziare la mia esplorazione nell'Alto Adriatico, nelle zone del mio mare. Ma quest'anno il mare non è stato un grande alleato. Le mangianze ci sono state, e anche numerose: giornate in cui i tonni saltavano ovunque, ma senza mai voler attaccare gli artificiali. Con ogni probabilità, la causa era la taglia troppo piccola del foraggio di cui si nutrivano.

Così, mentre gli equipaggi che frequentavano il centro Adriatico vivevano giornate cariche di adrenalina, con catture multiple e attacchi anche in top water, io mi ritrovavo a confrontarmi con pesci difficili, che sembravano avere tutt'altro per la testa rispetto a un artificiale che imitasse una grossa sardina o uno sgombro. Solo in un'occasione particolare siamo riusciti a concretizzare una cattura, paradossalmente proprio durante l'uscita che, all'inizio, sembrava la meno promettente.

Partiamo alle prime luci dell'alba, confidando in un mare calmo come annunciato dalle previsioni meteo, condizioni che avrebbero dovuto permetterci di affrontare le 40 miglia che ci separavano dalla zona calda. In realtà, appena ci allontaniamo dalla costa, il vento inizia a rinforzare e le onde aumentano rapidamente. In breve ci troviamo in una situazione complicata: il mare è diventato troppo formato per poter invertire la rotta e tornare indietro, l'unica opzione è continuare verso sud, sperando che, avvicinandoci alla costa, le condizioni migliorino.

Inizialmente le nostre previsioni si rivelano errate: arrivati sul posto, il mare è ancora mosso, ma finalmente pescabile. Avvistiamo subito mangianze consistenti di palamite, troppo veloci però per tentare un approccio efficace. Decidiamo quindi di proseguire ancora più a sud, nella speranza di incontrare i nostri avversari, i tonni rossi.

Non tardano a farsi vedere: qualche salto sporadico, nulla di clamoroso, ma sufficiente per permetterci di effettuare alcuni lanci. Io avevo preparato il mio setup più leggero, consapevole della difficoltà di ingannarli in quei giorni: una fidata Zenaq SINPAA 81-80 abbinata a un mulinello taglia 10000, imbobinato con PE 4 e un audace terminale da 50 lb. Al mio amico Thomas, invece, avevo affidato una SINPAA 83, montata con un 14000, PE 5 e terminale da 100 lb, un assetto più classico.

I primi tentativi vanno a vuoto, proprio come nelle uscite precedenti. Tuttavia, notiamo che più scendiamo verso sud, più il mare si calma e i tonni sembrano diventare via via più aggressivi, fino a quando accade l'inaspettato. Scoppia improvvisamente un momento di frenesia proprio accanto alla barca: lanciamo tutti in direzione della mangianza, con precisione, così vicini da riuscire a vedere chiaramente i nostri artificiali nuotare. 

Un attimo dopo, dal buio della profondità, vediamo salire un tonno che attacca la stick sinking di Thomas. È così che ha l'occasione di combattere e catturare il suo primo tonno. Rimane l'unica cattura della stagione, ma la primavera è ormai alle porte e presto avrò modo di rifarmi.  

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