By Giovanni Ceccarelli on September 11, 2026
Category: Product Reviews

Megabass Antrax, una wakebait rivoluzionaria.

​Con il calo delle temperature in arrivo, attraverso le sonde delle nostre barche, o semplicemente con le nostre mani, noteremo sicuramente una temperatura dell' acqua più bassa rispetto a quella di qualche settimana fa'. 

Questo periodo, chiamato dagli americani early fall transition, transizione di inizio autunno', è sicuramente uno tra i migliori in assoluto per la pesca topwater.

Proprio in questi momenti però, con le prime piogge che iniziano a raffreddare gli strati superficiali d' acqua, l' attività del bass potrà essere molto volubile, e non sempre la soluzione migliore potrebbe essere pescare a galla con un' esca topwater tradizionale. Qui entra in gioco l' Antrax, un' esca iconica del brand che si distingue da ogni altra tipologia di wakebait!

Una cosa che spicca subito è la sua particolarità; infatti l' esca, per l' assetto per cui è stata studiata, risulta capovolta, e anche i colori propri delle esche di Megabass risultano invertiti. Questo è stato studiato per simulare quanto più possibile un pesce morente in superficie, con la schiena verso il basso. 

La paletta, con inclinazione di circa 90°, darà un nuoto con wobbling marcato molto simile a un crankbait appena sotto alla superficie dell' acqua, donando delle particolari turbolenze.

​L' assetto High Float dell' esca, darà una rapida risalita quando stoppiamo il recupero.

Questo si può effettuare in più modi, dal regolare lento fino anche sostenuto se vogliamo farla affondare qualche cm in più, al twiching, con delle piccole jerkate impresse in maniera continuativa per accentuare le sbandate a destra e a sinistra, ma soprattutto, il recupero che ho trovato più redditizio, è sicuramente quello a stop&go. Veramente catturante in acque limpide, lo vado a effettuare con un mulinello a recupero veloce, dando un paio di giri di manovella molto rapidi, senza muovere la canna, per poi stoppare l' esca completamente; la mangiata avverrà quasi sempre nel momento dello stop. È importante tenere la punta della canna molto bassa, così che, imprimendo una grande velocità alla ripartenza dell' esca, questa non esca dall' acqua perdendo l' assetto.

Un dettaglio veramente particolare di quest' esca è la pinna metallica mobile, una vera e propria firma del maestro Ito, che aumentando il profilo verticale dell' esca, oltre ad accentuare il wobbling grazie alla sua vela, darà anche un' effetto sonoro, colpendo il corpo dell' esca a destra e sinistra, producendo un rumore veramente particolare.

Per quanto riguarda l' attrezzatura, una Jabberwock per la taglia 100, da 1/2 oz, e una Yamakagashi per la 83, da 3/8 oz sono per me le canne più adatte. È un' esca molto versatile; anche se topwater, nulla ci vieta di utilizzarla anche con un fluorocarbon qualora non avessimo più canne montate. Se non l' avete già provata consiglio a tutti di averne almeno una per taglia nella propria tackle box!

Giovanni.

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