Buongiorno, sono Carlomaria

03 Jan 2020
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Buongiorno a tutti.

Questo è il mio primo articolo su questa piattaforma, motivo per cui mi perdonerete una breve presentazione.

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Sono Carlomaria Gianesini, coltivo la passione per la pesca da quando ne ho memoria e ogni volta che posso mi dedico allo spinning. Non è sempre facile riuscire a conciliare tutto, ma il poter staccare per andare al mare ripaga sempre le ore di sonno perse ed i chilometri macinati.

Confrontarsi con il misterioso ed affascinante ambiente acquatico, regalarsi del tempo e immergersi in un altro mondo, diversamente complesso da quello quotidiano, è quello che ci vuole per stare bene.

Ecco cosa mi spinge a pescare: la sfida, la passione per l'acqua ed il cambiare prospettiva.

Questa serie di motivi, associata ovviamente alla curiosità, mi ha portato a praticare diverse tecniche di pesca e come prima coso voglio parlarvi di cosa ho visto nel Light Rock Fishing.

Quello che sento da sempre chiamare comunemente Light Rock Fishing è in realtà una trasposizione nostrana di una serie di tecniche più specifiche praticate in Giappone: il Light Rock, l'Ajing ed il Kurodai. Rispettivamente sono: una tecnica volta alla cattura di piccoli pesci di tana, primo tra tutti il mebaru; una tecnica per la pesca a mezz'acqua, in particolare il sugarello; ed una tecnica con attrezzatura leggermente più pesante per la ricerca del kurodai. Tre tecniche diverse per tre tipologie di prede completamente diverse.

Ora, essendo dall'altra parte del mondo e non avendo a disposizione le medesime acque e prede che ci sono in Giappone, bisogna sapersi adattare ed allo stesso tempo saper adattare alcune attrezzature specifiche alle nostre occorrenze. Ecco che si parla del nostro Light Rock, una sorta di spinning in ultralight con attrezzatura dedicata in cui si ricercano piccoli predatori non sempre convenzionali utilizzando ogni genere di esca e montatura. Ecco il giusto preambolo per far sorgere una confusione globale, ma che cercherò di chiarire anche nei prossimi articoli, non disperate.

Una tecnica che consente di cimentarsi, ragionare, reinventarsi, fare una serie di cappotti micidiali, eccetera, eccetera. Ma si può praticare sempre, la possono fare tutti e vi assicuro che dà sempre soddisfazioni. Insomma, ci permette di divertirci con "poco", anche se vista la difficoltà vi assicuro non essere mai poco!

Ora per non tediarvi con sofismi e tecnicismi vi porgo un esempio pratico, tratto da una storia vera.

Durante il viaggio di laurea mio e della mia ragazza (sarò più dettagliato nei prossimi articoli promesso) mi sono portato due canne da light ed un marsupio contenente i rispettivi mulinelli e lo stretto necessario per una pescata. Tra musei e torri abbiamo ritagliato una mattina in un porticciolo di Livorno, accompagnato da due amici fantastici ed esperti sia del luogo che di queste tecniche di pesca. Nonostante le condizioni non ottime ci siamo divertiti, in tutti i sensi possibili... Tutti, anche la mia ragazza. Abbiamo preso qualche pesce e senza sporcarci, senza aver portato via valigie di attrezzature, ma un marsupio ed una canna a testa (io due perché si sa... le ragazze) ce la siamo cavata. E l'inaspettato ovviamente si è fatto vedere! Una granceola che si è avvinghiata ad un Chibichinu Kani da 1''  di casa Jackall, ossia un'imitazione di un granchietto.

Questo è il bello del Light Rock.

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